Come previsto, il Comune di Finale Emilia (a guida PD) non è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. La decisione politica è stata presa da ALFANO Ministro del Governo RENZI.
Decisione che contrasta con la relazione tecnica dei COMMISSARI inviati per valutare la situazione del Comune di Finale Emilia che avevano chiesto lo scioglimento o la rimozione di alcuni dirigenti.
RELAZIONE che abbiamo più volte chiesto venisse desecretata, in modo che i cittadini potessero conoscerne il contenuto.
Il paradosso è che questa situazione sembra che sia stata creata dalle opposizioni! La realtà dei fatti è che dopo l’indagine e i lavori della ‘ndrangheta nel Comune di Finale Emilia, chi ha richiesto lo scioglimento del Comune sono stati i tre commissari – il viceprefetto vicario di Ravenna, l’ex maggiore dei carabinieri di Modena, e il tenente colonnello delle Fiamme Gialle di Modena, non rappresentanti del M5S, o delle altre opposizioni. Si saranno svegliati con una improvvisa antipatia o voglia di infangare il Sindaco?
La nostra posizione è quindi cambiata? Assolutamente no.
Chi ci accusa di aver tirato fango o di aver accusato qualcuno di essere mafioso lo fa con il preciso intento di mentire e di prendersi vittorie che non esistono visto che a perdere qui sono stati solo i cittadini.
Lo scioglimento sarebbe stato l’ennesimo fatto grave, ma le conseguenze delle scelte dell’amministrazione rimangono.
LA RESPONSABILITÀ POLITICA RIMANE. La ‘ndrangheta che ha lavorato nei cantieri di Finale Emilia rimane, il processo Aemilia con le intercettazioni che ci dicono che a Finale Emilia nessuno si sarebbe messo di mezzo a Bianchini rimangono, lo sversamento di amianto rimane, le autorizzazioni ai due inceneritori rimangono, il progetto di maxi-discarica rimane, il conflitto d’interesse rimane, l’ospedale rimane, anzi scompare.
Rimangono come segni indelebili sulla lavagna, come vergogna del passato e futuro grigio del nostro paese e dei suoi cittadini, per chi li vuole vedere… ma anche per chi vuole fare finta di niente.


