Come promesso ci siamo nuovamente impegnati a chiedere risposte al Governo in merito agli episodi di violenza e tensione nel carcere S.Anna di Modena, dopo le innumerevoli denunce dei sindacati di polizia penitenziaria, e in merito al problema del magistrato di sorveglianza assente.
Poche parole per esprimere un interessamento del Governo e riportare incontri di riconciliazione che speriamo abbiano una prospettiva positiva. Il Sottosegretario Ferri rimanda la situazione insostenibile alla popolazione straniera e ai disagi dovuti dalla mancanza di risorse per gli stessi, sminuendo la mancanza di organico della penitenziaria, e interessandosi poco della questione di contrasto con la direzione del carcere in modo irresponsabile. Sul magistrato di sorveglianza, le attese secondo il Governo sono dovute al tirocinio e all’attesa della Dott.ssa Ranfagni.
Quando abbiamo sottolineato che l’interrogazione è la seconda, e che è stata depositata nell’ottobre del 2015 ma la situazione non solo è rimasta invariata, ma addirittura peggiorata, il Governo è andato in evidente imbarazzo. E’ evidente che questo Governo sta facendo troppo poco sul tema sicurezza e carceri, le continue denunce e grida di polizia penitenziaria e detenuti non possono continuare a rimanere inascoltate. La questione del magistrato di sorveglianza è ovviamente una di quelle, visto che è direttamente collegata ai diritti dei detenuti e alle loro richieste rimaste senza risposta.
Continueremo quindi ad occuparci dei problemi di penitenziaria e detenuti, perché in carcere sia riconosciuta pura e semplice dignità a tutti. In ogni legge di stabilità il M5S propone l’assunzione di nuovi agenti e di educatori, proposta che ogni anno purtroppo viene bocciata dai colleghi del PD e dal Governo. E’ necessario quindi riprendere in mano la situazione e risolvere in modo strutturale un problema che sta causando gravi danni a chi in carcere ci lavora e ci vive.


