Modena, Miss città più inquinata dell’Emilia Romagna 2017.

Modena è Miss città più inquinata dell’Emilia Romagna 2017. Lo smog è fuori controllo e le polveri sottili sono a livelli record. Da mesi si susseguono gli allarmi, ma nulla si è fatto. Tant’è che già a gennaio abbiamo consumato la metà dei giorni ammessi per lo sforamento. Ovviamente siamo in buona compagnia, a causa delle elevate concentrazioni di Pm10 e ozono l’aria è ormai da ‘codice rosso’ in 8 su 9 dei capoluoghi emiliani.

Intanto le amministrazioni continuano a combattere un gigante con dei sassolini, proponendo domenica ecologiche di tanto in tanto e qualche blanda iniziativa di sensibilizzazione. Foglie di fico dietro cui nascondere la totale inefficienza sull’argomento.

I numeri snocciolati dal dossier di Legambiente, “Mal’aria 2018” che vedono la Pianura Padana luogo più invivibile d’Europa per quanto riguarda l’inquinamento, non sono di certo piombati dal cielo. Anzi. Sono il frutto di anni di politiche che hanno fatto della tutela dei cittadini l’ultimo dei propri interessi.

È incredibile continuare a pensare che l’inquinamento delle nostre città non sia diretta conseguenza di un’amministrazione, territoriali e nazionali, del tutto disancorata dalle questioni reali.

Qui si parla di aspettativa di vita, si parla di salute, soprattutto dei più piccoli, si parla di morti: 90 mila all’anno solo nel nostro Paese (anche in questo caso primo in Europa come numero di decessi). E, infine, si parla di costi che gravano sulla spesa pubblica, sanitaria e non solo.

È imminente, infatti, il vertice sulla qualità dell’aria a Bruxelles che vede sul banco degli imputati otto paesi europei per l’eccessiva concentrazione di inquinanti. Tra questi ovviamente vi è l’Italia. La Commissione Europea ha rivolto un ultimatum al nostro paese, chiedendo al ministro Galletti aggiornamenti sulle misure pianificate per l’inquinamento atmosferico. In mancanza di misure concrete ci sarà il rinvio alla Corte di Giustizia Europea con inevitabili e salatissime multe. Che ovviamente verranno pagate dalla collettività. Così com’è stato finora.

Siamo di fronte a uno dei governi che meno si è occupato della questione ambientale, confinandola a affare per ambientalisti e ecologisti. Una scocciatura spesso, d’intralcio a ben altri interessi. Nulla di più sbagliato. Una politica che ha a cuore l’ambiente è una politica che ha cuore la qualità della vita delle persone. E guarda caso, secondo il rapporto “il miglior Paese al mondo”, anche in questo caso siamo fanalino di coda.

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