Tortura: non è una legge seria ed efficace

Oggi, a più di trent’anni dalla sigla della Convenzione di New York del 1984 da parte del nostro paese e a 29 anni dalla ratifica della stessa, ci troviamo a votare in quarta ed ultima lettura l’introduzione del reato di tortura nel nostro ordinamento. Doveva essere una giornata felice, una giornata che doveva cancellare il ritardo vergognoso del nostro paese nell’introduzione di questa norma che ci è costato ben 3 condanne in sede di corte europea dei diritti dell’uomo e forse ne arriverà una quarta, sia per non aver il reato di tortura nel nostro codice penale, sia per non essere riusciti a perseguire adeguatamente le violenze in occasione del G8 alla scuola Diaz, per non parlare del caso delle violenze del carcere di Asti, che ha visto i giudici indicare le fattispecie in oggetto come tortura, ma non poterle applicare visto che non sono presenti nel nostro ordinamento. Invece sarà una giornata che lascerà l’amaro in bocca, perché a quasi 30 anni dalla ratifica del nostro paese di quella convenzione, ci aspettavamo una norma diversa, non una semplice introduzione del reato di tortura, ma una legge che contrasta veramente chi tortura nel nostro paese.

E’ stancante ma sono costretto ogni volta a ripeterlo, questa legge non è una legge contro le forze dell’ordine, è una legge che tenta di punire qualunque cittadino che tortura. Chi dice il contrario, o è giuridicamente ignorante, o non ha letto la norma, o è ideologicamente orientato e quindi mente sapendo di mentire per puro scopo elettorale. Oggi ho dovuto sentire che siamo anarchici insurrezionalisti di sinistra, dall’altra parte ci dicono che siamo di estrema destra, questo ci convince sempre di più che stiamo portando avanti gli interessi giusti, che non sono quelli di destra o quelli di sinistra, sono quelli dei cittadini tutti. In questi anni siamo sempre stati i primi a portare avanti battaglie importanti per i diritti delle forze dell’ordine, per le risorse e le strutture alle forze dell’ordine, per le loro garanzie, come siamo e saremo sempre in prima fila per difendere le vittime, tutte le vittime, e della legalità. Perché la legge deve essere uguale per tutti, e chi sbaglia deve pagare, che sia un semplice cittadino, che sia un politico, che sia un magistrato, che sia un poliziotto.

Anzi, a maggior ragione chi svolge una funzione pubblica o ricopre un incarico deve farlo secondo la nostra costituzione con disciplina ed onore, ed a maggior ragione risulta più grave quando un reato del genere viene commesso da un soggetto che dovrebbe dare l’esempio, che la legge la dovrebbe far applicare. Perché in molti reati, come quelli di corruzione il pubblico ufficiale è punito più severamente, non si capisce perché nel reato di tortura dovrebbe essere differente.

Perché lo Stato dovrebbe essere il primo a fare in modo che quelle mele marce che costituiscono la minoranza dei suoi appartenenti possano essere allontanati dai rispettivi corpi, lo debbono alla divisa, alle istituzioni, alle vittime, a tutti i cittadini, perché chi si macchia di questi reati infanga la divisa, infanga lo Stato, infanga tutti noi e per questo deve essere punito e allontanato. Per rispetto delle vittime ma anche per rispetto di tutti i colleghi che fanno questo difficile lavoro con onestà, onore, trasparenza.

Non è più accettabile far passare la contrapposizione che alcuni hanno voluto creare ad arte tra quelli pro forze dell’ordine e dall’altra parte quelli pro famigliari delle vittime. Noi la rigettiamo con forza perché dovremmo semplicemente essere tutti dalla stessa parte, la parte della giustizia, della legalità, della democrazia.

Il problema non è solo per gli episodi di cronaca più famosi, che in un certo senso hanno avuto la fortuna di essere finiti sui giornali, grazie alle battaglie delle vittime e dei famigliari delle vittime, il problema risulta nel nostro paese grave per tutti quegli episodi che per mancanza di forza e coraggio, mancanza di risorse, mancanza di adeguata attenzione o informazione, non verranno mai alla luce rimanendo confinati nell’impunità e nell’oblio.
Le violenze della scuola Diaz, di Bolzaneto, di Asti, di tutte le persone che sono morte nelle mani dello Stato, magari dove è stato proprio lo Stato a frapporsi tra le famiglie delle vittime e l’accertamento della verità, per impedirgli di accertare in modo trasparente quello che è successo ai loro figli, ai loro compagni, ai loro amici. Cosa c’è di più grave di uno Stato che nega la verità quando è coinvolto in questi episodi, cosa c’è di più grave di uno Stato che nega la giustizia ai propri cittadini? Questo non è accettabile Presidente.

Come non è accettabile questo testo dopo questa lunga attesa. Una serie di paletti normativi che di fatto renderanno difficile se non impossibile l’accertamento del reato di tortura, con un possibile rischio di impunità. Se infatti l’accertamento si porrà come quasi impossibile, tutti i possibili indagati passeranno come del tutto innocenti pur avendo commesso fatti gravi difficilmente accertabili. Io mi auguro che questo non avvenga mai, lo dico sinceramente, spero che queste ipotesi non si verifichino, spero di sbagliarmi. Ma noi siamo il legislatore, noi non siamo un meccanico che come sostiene il Ministro Orlando può fare il rodaggio alle leggi, soprattutto in materia penale, non possiamo sempre lasciare il caos e le responsabilità alla giurisprudenza, noi dobbiamo votare oggi, e dobbiamo votare una legge che crei certezza e non dubbio. I problemi dobbiamo prenderci la responsabilità di risolverei noi, e non lasciarli ai giudici e alle vittime.

Il testo dice è tortura unicamente la pluralità di violenze o minacce gravi, reiterate, che provocano acute sofferenze fisiche ed un verificabile trauma psichico (come se le sofferenze psichiche non dovessero essere verificate) o in alternativa un comportamento crudele che integri un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona. Ora con queste previsioni noi non possiamo che storcere il naso, perché sappiamo che tortura è anche e ben altro, una singola violenza, una singola minaccia. Inoltre sparisce il raddoppio della prescrizione per questo reato, difficile da accertare e che spesso richiede molto tempo per essere scoperto e di fatto creerà problemi a livello internazionale perché così si nega l’estradizione a pericolosi torturatori richiesti da altri stati per mancanza di conformità della normativa. Dopo la norma sulla legittima difesa, sullo stalking, sull’autoriciclaggio che non c’è, arriva l’ennesimo pasticcio quindi.

Quanto risulta ipocrita Presidente chiedere con forza verità e giustizia per Giulio Regeni quando il nostro paese fa così poco per contrastare queste violenze in Italia, con che faccia noi lo facciamo, con che faccia l’abbiamo fatto.

Se c’è una cosa che però devo ammettere, è che questo testo, è migliore di quello che avevate approvato in prima lettura alla Camera, quando in tanti rimasero in silenzio e altrettanti ci criticarono per il nostro voto contrario. Unico movimento politico a gridarlo con forza che la legge doveva essere migliorata, noi del M5S.

Noi non crediamo che il meglio sia nemico del bene, noi vogliamo una vera legge che possa contrastare sul serio la tortura nel nostro paese, e quindi dichiarando il voto di astensione del M5S, ci impegniamo alla prima occasione a modificare questo testo e a far si che la legge sia veramente efficace. Per tutti i reati c’è una pena che deve essere scontata con certezza, per nessun reato è prevista una pena corporale, per nessun reato è prevista la pena di morte.

Noi vogliamo che la giustizia in questo paese possa tornare a splendere, in special modo, per tutti quei cittadini e di tutte quelle famiglie che hanno sofferto, a causa di uno Stato, che invece doveva proteggerli.

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