Sono ben note le carenze nel mondo carcerario, come è anche noto il clima di violenza rivolto verso i detenuti. Dalle denunce del detenuto di origine marocchina Assarag, ne abbiamo ulteriore conferma attraverso scandalose registrazioni audio. Assarag ha denunciato a diverse procure le percosse ricevute, consegnando le registrazioni dei suoi colloqui con gli operatori della polizia penitenziaria.
Ad oggi le persone coinvolte non hanno ricevuto provvedimenti disciplinari e continuano a lavorare negli stessi istituti penitenziari, operatori che nelle registrazioni di Assarag affermano: “la legge nel carcere siamo noi, quindi comandiamo solo noi” ed ancora, rivolgendosi al detenuto: “come ti porto, così ti posso far sotterrare. Comandiamo noi: né avvocati, né giudici, comandiamo noi. Non sto scherzando.
Nelle denunce tu puoi dire quello che vuoi, io posso scrivere quello che voglio, dipende poi che scrivo io”. Inoltre c’è una forte anomalia, tra gli agenti coinvolti c’è anche l’attuale coordinatore del nucleo scorte del ministero della Giustizia, Lionello Catini. La sua posizione è stata archiviata, ma c’è opposizione dell’avvocato della difesa Anselmo. Una nomina che crea pregiudizio nello svolgimento di qualsiasi attività ispettiva interna dello stesso ministero della Giustizia. Come senz’altro è inaccettabile il fatto che nella richiesta di archiviazione, il sostituto procuratore di Parma, Podda, abbia definito le violenze e le minacce denunciate da Assarag, come lezioni di vita carceraria”.
I membri M5S della commissione Giustizia hanno presentato un’interpellanza urgente a firma del capogruppo Vittorio Ferraresi: “Chi commette un reato deve essere punito, ma nelle carceri non può sussistere uno stato di diritto “parallelo”, non può esistere un clima di violenza e di omertà perpetrato da coloro che devono rappresentare lo Stato italiano. Questi elementi non sono deduzioni, ma fatti accertati dalle registrazioni di Assarag. Non possiamo accettare il medioevo del diritto e della dignità dell’essere umano nei penitenziari italiani, in piena violazione dell’articolo 27 della Costituzione. La risposta del sottosegretario Ferri non è risultata insoddisfacente: è voler continuare a negare uno stato di cose, un clima di abusi che sappiamo esistere da sempre e a cui nessuno vuole porre la parola fine, soprattutto questo Governo”.


