Stiamo affrontando il voto finale di una proposta di legge del governo dal titolo” Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi e per un maggior contrasto del fenomeno corruttivo, oltre che all’ordinamento penitenziario per l’effettività rieducativa della pena”. Beh, con un titolo così, chi non ci metterebbe la firma?
Dopo la lettura del titolo però viene l’osservazione, ovvero il nostro compito, il nostro lavoro qui, dove i cittadini ci hanno eletto, per formulare controproposte e critiche nonché scovare le nefandezze inserite nelle leggi, e soprattutto, capire a vantaggio di chi vanno queste leggi.
Come ci dice il Premio Nobel Alexis Carrel, “Osservare è meno facile che ragionare. E’ risaputo che scarse osservazioni e molti ragionamenti sono causa di errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità. Ma sono assai più gli spiriti capaci di costruire un sillogismo che quelli che sanno cogliere esattamente il concreto”.
E mentre questa maggioranza ragiona tutto il giorno e la notte per partorire leggi inefficaci e poco concrete nonché pericolose, come la riforma del Senato, o come la Boccadutri per intascarsi i soldi dei contribuenti, scervellandosi sul come garantirsi l’impunità nonché la verginità agli occhi dei cittadini, invece di dare risorse ai tribunali, il M5S osserva e smonta pian piano tutto il castello, riuscendo ad ottenere modifiche importanti,
prima fra tutte quella che prevede l’esclusione dei benefici penitenziari ai boss mafiosi che non vogliono collaborare con la giustizia,
e che era di fatto inserita nel provvedimento iniziale,
o ancora l’altra modifica fondamentale, ovvero del far allungare i tempi per la pistola alla tempia dei giudici tra la chiusura delle indagini preliminari e la richiesta di rinvio a giudizio o archiviazione .
E voi vi chiederete…ma perché dovrei interessarmi di riforma delle intercettazioni, di registrazioni, di processo penale quando mi mancano i soldi per arrivare a fine mese, mio figlio deve emigrare, sono malato perché vivo nella terra dei fuochi, mia moglie è disoccupata.
Queste domande ce le poniamo anche noi. Purtroppo le priorità di Renzi e del suo governo, sono queste, non un reddito di cittadinanza, non l’occupazione, non la salute, ma la sopravvivenza della casta, nei secoli dei secoli.
Abbiamo speso tutte le parole sul merito, le vergogne contenute in questo provvedimento sono difficilmente spiegabili in pochi minuti.
Ve ne renderete conto quando vi troverete a querelare un criminale perché vi ha derubato o picchiato, e vedrete il giudice estinguere il reato perché vi ha semplicemente risarcito economicamente,
o quando lo scambio elettorale politico mafioso risulterà in terre di mafia difficile da punire,
se ne accorgerà la vittima di un reato grave quando il giudice a fronte di indagini del tutto lacunose, non avrà più la possibilità di richiedere un’integrazione delle indagini stesse, ma semplicemente dovrà dire non si procede più,
se ne accorgerà quel giornale che non potrà più pubblicare le intercettazioni vere, pubblicamente e politicamente rilevanti per la nazione, quelle di qualche orologio regalato al figlio di un ministro,
o di un politico che fa pressioni per assumere suo figlio al posto del vostro!
o di chi decide per simpatia chi eleggere come Presidente della Repubblica, come se fossimo in un talent show,
o ancora, su chi sanzionare disciplinarmente o su che leggi fare per favorire le lobby.
O se ne accorgerà il cittadino che proprio prima del voto non potrà sapere se un politico ha detto o fatto cose che potrebbero fargli cambiare idea.
Se ne accorgerà senz’altro il cittadino coraggioso che non potrà più registrare e diffondere scandali politici, a meno che non abbia un tesserino da giornalista o abbia voglia e tempo di spendere migliaia di euro in un processo penale come denunciante o come persona querelata.
Se ne accorgerà chi vedrà scomparire per certi reati la certezza della pena.
Lo sanno già invece i dipendenti della giustizia che attendono riqualificazione da troppo tempo, lo sanno i magistrati, gli avvocati e il personale amministrativo che lavorano in condizioni vergognose,
lo sanno i carcerati e lo sanno gli agenti di polizia penitenziaria,
lo sanno i cittadini vittime di reati gravi e quelli che si trovano a pagare un contributo unificato per chiedere giustizia, che in tre anni è aumentato del 20%.
Lo sa anche il nostro premier che in un momento di crisi occupazionale e di corruzione dilagante
si diverte a mettere mano ad intercettazioni e ai diritti delle vittime del reato nonché agli strumenti dei giudici, come se stesse giocando alla roulette russa.
Questa giustizia cittadini, lo sapete anche voi, non funziona, una giustizia forte con i deboli e debole con i forti.
Chiedere di intervenire sulle norme senza pensare a chi vive i tribunali e le carceri, è un po’ come chiedere ad una moto di fare la Parigi – Dakar senza benzina.
Il Governo chiede ed ottiene una delega in bianco in materia penale, è un po’ come chiedere di costruire la vostra casa ad un’impresa a scatola chiusa, salvo poi alla fine, dopo aver pagato il prezzo, dire se vi piace o meno.
QUESTO bavaglio, cittadini, non è il bavaglio alla stampa ma quello di chi accetta tutti i giorni l’ipocrisia, il sopruso, la vita per come gli viene imposta, è il bavaglio messo al lavoratore con il jobs act, quello dell’insegnante con la buona scuola, quello dell’agricoltore con la grandine, del terremotato con la burocrazia, è il bavaglio del cittadino contro le trivelle, è quello della vittima contro il ladro, del giudice che implora risorse per lavorare, è quello che viene messo alle vittime di mafia, all’omertoso, a chi non parla pur sapendo che gli stanno rubando il futuro, a chi non denuncia, è il bavaglio di chi siede in maggioranza ma sta zitto perché se no perderebbe la poltrona, di chi accetta le ingiustizie, è il bavaglio che si mette al PM e alla polizia per frustrarne il lavoro, e al cittadino assetato di verità, è il bavaglio di chi piuttosto che prendere la strada più difficile ma giusta, prende sempre quella apparentemente più comoda ma sbagliata.
Dov’è la sinistra che faceva girotondi? E che ora sta facendo quello che Berlusconi non è mai riuscito a fare. Questo bavaglio noi non lo vogliamo, e chiediamo a giornalisti e a magistrati di denunciare, prima che sia troppo tardi, uno dei provvedimenti più pericolosi degli ultimi trent’anni, e chiediamo a tutti voi cittadini di informarvi e di fare altrettanto.
Cittadini, la giustizia non è un concetto astratto, ma concreto, lo viviamo tutti i giorni, tutti i giorni possiamo fare delle scelte.
Concludo, dicendo che il concetto di giustizia non è tutelabile da questa politica, né da questi partiti, ma da tutti voi, che ci state ascoltando.


