Sono molto preoccupato per il possibile trasferimento dell’inchiesta “Cubetto” sul cemento depotenziato, da Modena a Piacenza. Questa inchiesta è molto delicata, e non riguarda solo imprese private, ma anche con immenso dolore una scuola appena costruita a Finale Emilia, che doveva essere antisismica e centro nevralgico per le emergenze nel nostro paese. Con fatica e dedizione gli organi inquirenti hanno portato avanti una difficile indagine che è già arrivata ad importanti acquisizione di prove, nel silenzio assordante ed imbarazzo delle forze politiche di maggioranza che governano questi territori.
Ora la decisione del giudice l’8 Maggio potrà trasferire tutto il fascicolo delle indagini condotte finora dalla Procura di Modena alla Procura di Piacenza questo potrebbe comportare lungaggini enormi e tempi dilatati, non solo per il trasferimento materiale del fascicolo, ma anche perché il Pubblico Ministero di Piacenza dovrà così studiarsi, in caso di trasferimento, da capo tutto il fascicolo che riguarda in gran parte una situazione territoriale sconosciuta, in riferimento alle modalità di azione e alle vittime di questi possibili atti criminali: le imprese private ed i cittadini di Finale Emilia, nonché chi ha finanziato la scuola.
Tutto questo ci allarma enormemente perché in futuro vediamo lo spettro della prescrizione degli ipotizzati reati commessi, che vanno dall’associazione a delinquere, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata per ottenere erogazioni post sisma, fino alla falsità ideologica, in caso quindi non si proceda celermente, ancora una volta grazie alla prescrizione i possibili colpevoli la faranno franca, e sarebbe una doppia vergogna, perché queste persone avrebbero lucrato impunemente sulla pelle di lavoratori e studenti di un territorio già duramente colpito dal sisma del 2012.
Spero vivamente quindi che l’inchiesta possa rimanere nel territorio ove si è sviluppata e sostanzialmente ove sono state realizzate le opere che l’hanno fatta partire auspicando in caso contrario, che la Procura di Piacenza possa prendersi a cuore la vicenda in tempi celeri, cercando di portarla a processo senza perdite di tempo per evitare la prescrizione dei reati, che sarebbe una vergogna insopportabile per il nostro territorio ed i nostri cittadini. Tengo a precisare in ogni caso che non smetterò di seguire la vicenda.”.


