Sulla vicenda di Rachid Assarag, dopo aver personalmente accertato le condizioni terribili, degradanti e indegne di uno stato democratico in cui era costretto a vivere il detenuto nel carcere di Piacenza “Le Novate”, apprendo ora di essere stato denunciato dalla stessa Direzione del carcere per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e inosservanza di ordine dell’Autorità (artt. 337 e 650 c.p.).
Studiare la giurisprudenza della CEDU, studiare la sentenza “Torreggiani” con la quale lo Stato Italiano è stato condannato per le condizioni delle sue carceri, è una cosa. Constatare di persona la situazione sulla pelle della persona fisica di Rachid e dei muri entro i quali era ristretto, è tutt’altra questione.
Come ho già denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Piacenza di fronte all’atteggiamento sfacciatamente negazionista di quanto ciò che personalmente ero costretto, in quella situazione, a vedere e a sentire mi ha indotto – in quello che ritengo essere stato un vero e proprio “stato di necessità” – a tentare di documentare ciò che vedevo e sentivo in quel momento.
Sono arrivati perfino a calunniarmi, dicendo che io avrei spintonato gli agenti, eh certo, roba da pazzi. Anche attraverso la mia persona il #M5S ha sempre sostenuto la Polizia Penitenziaria, con emendamenti e comunicati per cercare di fare in modo di migliorare le condizioni della stessa all’interno delle carceri che spesso noi visitiamo. Non a caso l’emendamento in legge di stabilità che va in questa direzione porta la mia prima firma.
Non saranno certo le denunce che mi indurranno a tacere, non saranno certo le minacce e le intimidazioni che mi faranno ricredere. Quel che è certo è che in nome della presunta sicurezza negli istituti di pena, viene impedito finanche ad un deputato della Repubblica Italiana di poter documentare una situazione che non solo viene negata, ma che ha dimensioni e natura difficili a credersi in uno stato europeo quale quello italiano.
Il mio tentativo disperato di usare un cellulare, bloccato con la forza e la violenza, per documentare – ai soli fini di denuncia – quanto era sotto i miei occhi, è la piena prova della estrema drammaticità delle condizioni di detenzione in cui si trovava Rachid e che, devo dire, da tempo lui stesso, il suo avvocato e sua moglie invano denunciano.
Su di me è stata usata violenza, sono stato insultato pesantemente, ma non credo che sia solo questo il problema. Il problema riguarda il rispetto della legge nelle condizioni di detenzione che deve essere garantito a tutta la popolazione carceraria, che non può essere sottoposta a trattamenti neppure assomiglianti a quelli di cui sono stato personalmente testimone.
Queste denunce riguardano non solo il suo caso, ma tanti casi di detenuti anche italiani, la cui situazione è uscita grazie ad Assarag che ha documentato l’omertà e le violenze di una parte del sistema carcerario e di una parte spero minoritaria della polizia penitenziaria, che però mette in cattiva luce anche tutti quelli che svolgono correttamente il loro lavoro.
Mi rivolgo a tutti coloro che hanno a cuore il rispetto della Costituzione italiana e dei diritti umani in Italia quindi, perché questo fatto possa non passare inosservato, e queste situazioni cessare per sempre.


