La mia generazione non ha bisogno solo di lavoro, ma anche di fiducia, di esempi, di qualcuno che possa credere in noi. Se c’è una cosa che non abbiamo avuto è questa.
Ho parlato molte volte di fronte a scolaresche. Il mio entusiasmo nel farlo ogni volta triplica, mi mette gioia, soddisfazione, orgoglio. Parlo senza dire che faccio parte del Movimento, gli parlo dal fondo del mio cuore. E li ascolto. Troppe volte ai giovani sono state date colpe e rimproveri ingiustamente. Colpe che invece gravano su chi con più esperienza e più anni ha lasciato che il loro futuro fosse nero, inquinato, senza speranza.
Noi giovani stiamo combattendo una guerra per chi non l’ha combattuta in passato. Ma non ce la possiamo fare senza l’aiuto di chi quel passato l’ha vissuto.
Purtroppo in questi anni mi sono accorto che nelle istituzioni è pieno di persone che parlano con parole vuote, senza ormai più attinenza alla realtà, assuefatti dal potere, dalle formalità, dai segreti di Stato, dagli inciuci di palazzo. Quando ho a che fare con questa gente non mi sorprende la voglia di scappare di tanti giovani da questo paese che ci impone vetuste statue decrepite al posto di immagini solari, sagge e positive.
Come lui: un anziano giovane dentro. Insegnava a tutti senza mai essere arrogante o altezzoso. Aveva forza e volontà da vendere. Avrebbe potuto godersi la vecchiaia e stare a guardare, come tanti della sua età fanno, e invece ha scelto di combattere fino all’ultimo per cambiare questo Paese e provare a lasciarci un mondo migliore in eredità. Per me è stato un esempio di saggezza, generosità, coraggio. Una memoria ed un cuore di ferro, una persona buona e gentile che ci ha insegnato più di tanti che si ergono maestri in cattedra, ma che si chiudono nelle loro fortezze per godersi la vecchiaia.
Ho avuto l’onore di difendere la Costituzione fianco a fianco a lui, a Modena. Dopo la mia introduzione mi chiese scusa se aveva poi esagerato e aveva integrato quello che avevo detto. Io gli risposi che avevo fatto apposta a non dilungarmi per lasciargli più spazio. Mi ringraziò delle belle parole e mi fece i complimenti per la relazione. Umiltà vista poche volte. L’ultima grande battaglia combattuta e vinta con lui. È stato un onore.
Io parlo a voi che siete sulla vostra poltrona a casa e forse avete smesso di combattere e di crederci già da qualche anno. Per una volta da giovane chiedo alle persone più anziane di prendere ad esempio Ferdinando Imposimato e di non scordarsi quello che ha fatto fino all’ultimo per questa nazione e per tutti noi.
Grazie di tutto! Noi non molleremo.


