Carceri minorili nessuna attenzione per la grave situazione dei baby boss

I baby boss della camorra napoletana stanno terrorizzando minori e personale all’interno delle carceri minorili. Questo l’inquietante quadro che sta emergendo anche dalle denunce dei sindacati di polizia penitenziaria. Non solo, i baby boss si fanno selfie che pubblicano sui social network, come nel carcere di Airola nel beneventano, perché hanno accesso ai telefoni, in un clima di completa impunità.

Questa situazione di grave pericolo ricade tutto sulle spalle del ministro Orlando e della sua riforma che prevede che i minori che hanno commesso anche reati di matrice mafiosa rimangono nelle carceri minorili fino al 25esimo anno di età. Sembra una misura palliativa quella dello stesso ministro Orlando che revoca l’incarico al direttore, scaricando le proprie responsabilità. Nei giorni scorsi le forze dell’ordine hanno assicurato alla giustizia proprio un indiziato di aver ucciso e fatto a pezzi avversari nel contrabbando di sigarette, all’epoca del delitto un minorenne: ci rendiamo conto di quali rischi si fanno correre agli operatori e come si possa anche coinvolgere nei clan ragazzi che sono assolutamente recuperabili?.

Ci siamo battuti con forza contro questa riforma, avevamo denunciato i pericoli che si potevano correre ed oggi ci troviamo in questa situazione. Si permette ai clan di comandare di fatto nelle carceri minorili. Se non si riconosce l’estrema pericolosità di questi soggetti e si permette di tenerli fino al 25esimo anno di età in carcere si va incontro a gravi pericoli. Significa ignorare la gravità di baby boss che ammazzano i rivali senza esitazione alcuna. Orlando deve riferire immediatamente su questa situazione, non si possono fare le leggi e poi lavarsene le mani, perché tanto il pericolo ricade sulle spalle della polizia penitenziaria e dei detenuti comuni, giovani che abbiamo il dovere di proteggere e dare una possibilità di ricostruirsi la vita, piuttosto che finire nelle maglie dei clan.

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