E’ decisamente stucchevole che i colleghi del Pd ci accusino di inerzia, o peggio, di connivenza, sulla latitanza dei condannati italiani negli Emirati Arabi, visto che, dopo la ratifica dei Trattati fortemente voluta da questo governo, abbiamo subito avanzato una nuova richiesta di estradizione per Matacena e per gli altri latitanti negli EAU.
Inerzia sarà stata semmai quella del governo Renzi, che dalla data della firma, il 16 settembre 2015, ha fatto trascorrere più di tre anni senza riuscire ad ultimare le procedure di ratifica.
Noi del Movimento ci siamo battuti con forza contro la situazione di vuoto legislativo con interrogazioni e risoluzioni approvate in Commissione giustizia alle quali purtroppo il governo Renzi non ha dato nessun seguito.
Lo stallo che si è protratto fino allo scorso ottobre, di responsabilità esclusiva del precedente governo, di fatto, rendeva le procedure soggette alle leggi del Paese ricevente la richiesta di estradizione e ha permesso a criminali del calibro di Matacena, condannato in via definitiva nel 2013 per il reato di concorso esterno in associazione per delinquere di tipo mafioso, di godere della totale impunità.
Adesso la musica è cambiata: chi sbaglia nel nostro Paese paga. Nessuno escluso.


