«Intendo innanzitutto esprimere, a nome del Ministro e mio, il sentimento di doverosa gratitudine e di riconoscimento per il lavoro che ogni giorno svolgono i Magistrati, gli Avvocati, il Personale amministrativo e le Forze dell’ordine per garantire il buon andamento dell’apparato giudiziario in considerazione delle esigenze, delle criticità e delle peculiarità di questo Distretto».
Così il sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi ha aperto il suo discorso, alla inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte di Appello di Roma.
Ferraresi ha sottolineato come l’opportunità di proseguire in una politica di interventi infrastrutturali e di implementazione delle risorse esistenti costituisca la base per le riforme processuali che verranno a delinearsi nell’anno appena iniziato.
Riforme tese a «valorizzare il principio della vicinanza dello Stato, grazie a un sistema giustizia sempre più fruibile e in grado di rispondere efficacemente alle istanze dei cittadini».
Il sottosegretario ha poi delineato nel dettaglio gli investimenti in edilizia giudiziaria: «Oltre un miliardo di euro è stato investito per affrontare concretamente le gravi carenze che molti, troppi uffici ancora presentano. Nel frattempo continua l’avanzamento dei progetti per la costruzione di sette cittadelle giudiziarie e il potenziamento finanziario sarà accompagnato dall’introduzione di personale tecnico in ogni Distretto».
Per l’edilizia penitenziaria sono stati programmati investimenti «pari a circa 350 milioni di euro (per il periodo che va dal 2018 al 2033). Nel 2020 gli interventi conservativi posti in essere hanno consentito e consentiranno di recuperare circa 3.000 posti inagibili». Altri passi avanti riguardano Trani, Lecce e Parma: nel 2019 infatti, ha proseguito il sottosegretario, sono stati finanziati gli interventi necessari per l’attivazione di 3 padiglioni da 200 posti nei relativi istituti penitenziari. Inoltre, nel 2020, è previsto il completamento di altri 2 padiglioni da 200 posti detentivi a Taranto e Sulmona e per gli anni futuri è stato predisposto un apposito piano per la realizzazione di 25 nuovi padiglioni modulari per 3000 nuovi posti detentivi.
Ferraresi si è soffermato sulla particolare attenzione riservata al lavoro dei detenuti, con lo sviluppo di circa 70 protocolli con vari enti e la costituzione della struttura “Mi Riscatto per il futuro – Ufficio Centrale per il lavoro dei detenuti” finalizzata ad agevolare il reinserimento sociale.
Il sottosegretario ha poi ricordato il ventennale della Convenzione di Palermo, che ricorre quest’anno: «Mi piace considerare il trattato multilaterale contro le mafie internazionali, nato da un’intuizione di Giovanni Falcone, come uno dei doni più preziosi che il giudice ci abbia lasciato in eredità. Oggi più che mai», ha proseguito, «nell’era della rivoluzione digitale che annulla le distanze ed i confini geografici, la visione lungimirante di Giovanni Falcone deve essere per noi un faro, e guidarci nel perseguire, in modo ancora più incisivo, quella cooperazione giudiziaria fra Paesi che lui considerava un pilastro cruciale del contrasto alla criminalità organizzata».
Il sottosegretario ha infine rivolto un pensiero di profonda gratitudine a tutti gli operatori del sistema giustizia, per l’impegno che ogni giorno «dispensano a piene mani nello svolgimento del proprio lavoro, complesso quanto appassionante».


