Berco di Copparo: a rischio centinaia di posti di lavoro

Alla Berco di Copparo si vivono giorni difficili, di nuovo come tre anni fa sono a rischio centinaia di posti di lavoro. Lavoro che non manca ma che, a causa della gestione aziendale, delle sue scelte, risulta in perdita. Quale migliore occasione per scaricare i costi sulle spalle dei lavoratori; meglio esternalizzare le cosiddette inefficienze e precarizzare il lavoro, visto che la legge glielo consente. Mobilità preludio dei licenziamenti, senza alcun ammortizzatore che possa far comunque continuare il rapporto di lavoro in Berco. Quello di Berco sembra il primo caso in Italia in cui si passa direttamente alla mobilità senza far ricorso ad ammortizzatori sociali.

Anche in vista dell’incontro a Roma presso il Ministero dello sviluppo economico del  18 c.m. ho chiesto, con una interrogazione, coinvolgendo anche il Ministro del lavoro, che come Governo si intervenga nel merito. Non si può permettere di continuare a seminare disoccupazione in una provincia, quale quella ferrarese, in cui pesante risulta già la crisi occupazionale:12,3% il dato ferrarese della disoccupazione a fronte di un 7,7% di quello emiliano; il peggior dato a livello regionale.

Vorrei che si dicesse chiaramente quali iniziative intendono prendere i Ministri interrogati al fine di verificare la correttezza delle politiche industriali, allo scopo di garantire la capacità produttiva di un’impresa tra le più rilevanti del settore meccanico-siderurgico a livello nazionale è perché siano salvaguardati gli attuali livelli occupazionali, anche attraverso tutti gli ammortizzatori sociali conservativi previsti dalla normativa.

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