Incongruenze sul fondamento economico dell’infrastruttura, possibili violazioni della direttiva europea sulla qualità dell’aria, possibili violazioni della direttiva Habitat in materia di conservazione della biodiversità.
Sono queste le principali criticità sottolineate dalla Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo, a cui un gruppo di cittadini emiliani ha sottoposto le ragioni del No all’autostrada della Cispadana. Criticità che anche come Movimento 5 Stelle abbiamo da subito sollevato sia in sede nazionali che locale, trovandoci però di fronte a un’amministrazione e un governo sordo e disinteressato.
A quanto pare però sia le nostre preoccupazioni che quelle dei cittadini erano ben fondate. Del resto non serve un genio per capire che, ancora una volta, si stato dato il benestare a un’opera dal profondo impatto ambientale e sanitario e dal inconsistente beneficio per la cittadinanza. Come sottolinea anche la Commissione europea è mancata totalmente una valutazione concreta degli effetti complessivi dell’opera. Soprattutto per quel che concerne la qualità dell’aria essendo questa zona già molto provata da smog e inquinamento, come mostrano anche i recenti dati pubblicati da Arpa, ed essendo tutt’Italia Italia già al centro di ben due procedure d’infrazione: una del 2014 che riguarda la cattiva applicazione della direttiva relativa al superamento dei valori limiti di PM10 e l’altra del 2015 in relazione ai limiti di biossido di azoto.
Ovviamente tutto questo sarebbe stato lampante anche per il Ministero dell’Ambiente se solo qualcuno si fosse fermato ad esaminare il progetto. Cosa che non è stata fatta come dimostra la procedura di Via recentemente conclusasi con un decreto del Ministero in questione che pur di dichiarare la compatibilità ambientale del progetto l’ha assortito con oltre 200 prescrizioni fra cui il monitoraggio costante dell’aria demandato ai comuni.
A rimetterci sono ancora una volta i cittadini: la loro salute e la loro terra, in particolare l’agricoltura e tutte quelle aree protette che dovrebbero essere patrimonio naturale e bene comune ma che ancora una volta sono state svendute agli interessi di pochi.
È tempo di cambiare strada! Come Movimento 5 Stelle abbiamo da subito sostenuto la proposta di una strada a scorrimento veloce in grado di garantire il collegamento necessario ma senza spargere ulteriore cemento, senza l’impatto ambientale e sanitario della Cispadana e, infine, senza sperperare 2 miliardi di euro di soldi pubblici in un’opera tanto inutile quanto dannosa.


