SENZA CONTRIBUTI IMPRESE TERREMOTATE NON VANNO AVANTI

The roof of the ceramics factory is pictured damaged after a powerful earthquake shook Italy's industrial and densely populated northeast early on May 20, 2012 in Sant'Agostino village in the Modena province killing at least six people, felling homes and factories and toppling church steeples. AFP PHOTO / GIUSEPPE CACACE (Photo credit should read GIUSEPPE CACACE/AFP/GettyImages)

Era prevedibile, ora c’è la conferma che la politica fiscale adottata dal Governo nei confronti delle aziende terremotate del 2012 non ha funzionato. Il caso di Astarde di Mirandola, che ha annunciato la chiusura, con conseguente perdita di lavoro di una ventina di dipendenti, è lì a dimostrarlo. La restituzione delle tasse sospese a causa del sisma non è sostenibile.

Le proroghe non hanno risolto il problema della liquidità necessaria e che manca, le banche non fanno più credito, o si paga o si chiude. La Zona franca urbana che avevamo chiesto fin dal primo giorno in Parlamento è stata concessa con colpevole ritardo, con poche risorse, e per pochi casi. Un palliativo.

Le aziende che hanno riaperto, ricostruendo a proprie spese, anticipando il contributo che ancora non è arrivato, non ce la fanno. Cosa ha intenzione di fare il Commissario Bonaccini per tutelare il tessuto imprenditoriale locale, che rischia di scomparire a causa di questa miope politica romana? Il M5S è a fianco dei terremotati, chiederemo di nuovo di intervenire sulla sostenibilità delle rate e sulla lentezza di concessione dei contributi, lo farà anche il PD?

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