Le polemiche riaccese dalle parole del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, intorno al “salvataggio” di Carife che due anni fa vide l’azzeramento dei risparmi di azionisti e obbligazionisti subordinati, lasciano davvero sbalorditi.
Al tempo della sciagurata risoluzione del novembre 2015, il M5S lo ha sostenuto per mesi e mesi: sarebbe stato meglio che a intervenire fosse stato il Fondo interbancario di tutela dei depositi, anche perché già allora stava nascendo il cosiddetto Schema volontario che avrebbe potuto aggirare le obiezioni della Commissione Ue circa la disciplina sugli aiuti di Stato.
E’ surreale che ora Visco abbia evocato una soluzione che allora, a detta delle autorità di risoluzione, era impraticabile. Siamo di fronte agli stessi vertici di Bankitalia che non hanno alzato un sopracciglio mentre una politica insipiente dava il via libera al bail-in, salvo poi sostenere che quella procedura andrebbe modificata.
Del senno di poi son piene le fosse. Ora i partiti fanno finta di volere una commissione di inchiesta sulle banche per la quale, in realtà, solamente il MoVimento 5 Stelle spinge in Parlamento, e che lo stesso PD ha rinviato. La politica, con il Partito democratico in testa, che ora si erge paladino con le dichiarazioni di Bratti e Marattin ma che in realtà ha sempre sminuito e accusato gli stessi risparmiatori, ha usato gli istituti di credito in modo clientelare, accaparrandosi consenso attraverso gli abusi sul risparmio degli italiani. Il caso di Carife in tal senso è lampante. Noi, invece andremo al governo e ridaremo al credito la dignità di una funzione eminentemente pubblica: sostenere al meglio l’economia reale.


