Sono passati tredici anni dalla strage ferroviaria del 7 gennaio 2005 a Bolognina di Crevalcore che costò la vita a 17 persone, 6 erano della Bassa. Donatello Zoboli, Diana e Claudia Baraldini di Finale Emilia, Anna Martini di San Martino in Spino, Andrea Soncini e Daniel Burali di Mirandola.
Il treno interregionale proveniente da Verona e diretto a Bologna, trasportava circa 200 passeggeri, all’altezza della ex stazione di Bolognina si scontrò con un treno merci che procedeva in senso contrario, in un tratto allora a semplice binario. Successivamente all’incidente, vennero intrapresi e completati alcuni lavori di raddoppiamento della linea e modifiche dei regolamenti ferroviari. Il procedimento penale finì con l’assoluzione dei dirigenti RFI, sentenza criticata aspramente dai familiari delle vittime.
Una linea sulla quale tanti noi hanno viaggiato, sulla quale tanti di noi stanno continuando a viaggiare, me compreso.
Questa vicenda non va dimenticata, come non vanno dimenticate le numerose tragedie ferroviarie del nostro paese, che accendono il dibattito solo dopo che sono accadute, quando ormai il danno è fatto.
Dobbiamo tenere sempre vivo il ricordo, ma anche capire che, come per molte emergenze che viviamo ogni giorno nel nostro paese, la priorità dovrebbe essere muoversi e non commuoversi.


