DISSESTO IDROGEOLOGICO E DIFESA DEL SUOLO: SERVONO PIU’ FONDI

DISSESTO IDROGEOLOGICO E DIFESA DEL SUOLO: SERVONO PIU’ FONDI Il Movimento 5 Stelle chiede più fondi e interventi perché tutto ciò non si ripeta. Piene ed esondazioni non sono terremoti. Queste emergenze erano del tutto prevedibili ed evitabili. Bastava approfittare delle siccità di questa estate per osservare le criticità degli argini dell’Enza così come del Secchia e fare i lavori necessari alla messa in sicurezza della zona.

Purtroppo nessuno ha fatto nulla, né la semplice manutenzione, né gli interventi di pulizia del letto del fiume. Nel 2014 eravamo qui a contare i danni per un’esondazione e in questi 3 anni chi doveva e poteva intervenire se ne è lavato le mani. Non possiamo permettere che tra qualche anno si ripeta la stessa situazione.

Per questo il Movimento 5 Stelle, in legge di stabilità, ha chiesto che almeno il 15% del fondo “investimenti” istituito dalla legge di bilancio 232/2016 (613 milioni per il 2018) sia destinato a interventi di difesa del suolo e dissesto idrogeologico, anche attraverso misure non strutturali di cui il 5% per interventi di manutenzione ordinaria.

Ma non basta. Con altri emendamenti abbiamo chiesto di bloccare i finanziamenti alla Bretella di Sassuolo, un’opera inutile e pericolosa, che dovrebbe essere costruita proprio dove ieri è esondato il Secchia. Una zona particolarmente critica in cui risiede la cassa di espansione di Campogalliano, la quale verrebbe inevitabilmente danneggiata dall’opera. Se la bretella fosse stata già costruita ieri sarebbe successa una catastrofe.

Ci domandiamo quindi cosa stia spingendo questo Governo e in particolare il Ministro ferrarese Delrio, a spendere oltre mezzo miliardo di euro per finanziare un progetto vecchio, che non serve a nessuno e che oltre a sperperare denaro pubblico mette a rischio i cittadini di quelle terre. Nei flussi di cassa per opere del genere se ne vanno ogni anno oltre 10 miliardi di euro che potrebbero benissimo essere investiti in prevenzione e sicurezza. Cosa stiamo aspettando? L’ennesima emergenza, l’ennesimo morto?.

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